#ideeinfuga: il BUONO che viene da DENTRO

Progetto MY FIT FRIEND

 è un progetto europeo co-finanziato dal programma Erasmus+ Sport e coordinato dall’Università “La Sapienza” di Roma con lo scopo di contrastare l’aumento dei disturbi dell’immagine corporea e della bigorexia/ dei disturbi alimentari tra adolescenti, giovani atleti e frequentatori di palestra.

Il progetto mira a:

  • Aumentare la consapevolezza sui rischi connessi a un ideale corporeo irraggiungibile e sui disturbi dell’immagine corporea / disturbi alimentari tra giovani atleti e sportivi da palestra.
  • Offrire opportunità di rilevazione precoce e gestione per i giovani a rischio o nelle fasi iniziali di tali disturbi.
  • Costruire una rete multilivello di professionisti specializzati (coach, medici sportivi, formatori) in grado di individuare, intervenire e promuovere la vera valenza dello sport, in dialogo con i giovani e le famiglie.

Per raggiungere questi obiettivi, il progetto prevede:

  • Corsi per giovani professionisti dello sport, allenatori e medici dello sport, con moduli in modalità online e in presenza.
  • Produzione e distribuzione di strumenti didattici (manuali, slide kit, video) in più lingue.
  • Sito web del progetto con risorse, materiali e risorse multilingue (myfitfriend.eu).
  • Azione pilota nelle realtà partner.
  • Diffusione dei risultati e delle buone pratiche.
  • Creazione di una rete di professionisti del settore .

Il partenariato del progetto comprende organizzazioni e istituzioni con competenze complementari provenienti da diversi paesi:

  • Università “La Sapienza” (Italia) – coordinatore del progetto
  • Asociación Cultural y Deportiva La Hoya (Spagna)
  • Edirne Gençlik ve Spor İl Müdürlüğü (Turchia)
  • Idee in Fuga – Cooperativa Sociale (Italia)
  • Sport Evolution Alliance (Portogallo)

Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o  dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.